— Non hai alcun diritto di proibirmi di vedere mio figlio! — esplose Laurent irrompendo nell’ufficio di Léa Martin.
— Fuori da qui! — ordinò Léa con voce gelida.
Ma a lui non importava affatto che nella stanza ci fossero altre sei persone. Aveva deciso di fare una scenata.
— Che tutti sappiano che sei una madre senza cuore che priva un bambino di suo padre!
— Un “padre” così non è una grande perdita, — replicò Léa con calma. — So benissimo perché Antoine ti serve all’improvviso.
— È mio figlio! — urlò lui. — Chiama subito l’asilo e dì loro di consegnarmelo!
— E io posso chiamare la polizia, — rispose lei.
— Questo è l’ultimo colpo! — strillò Laurent. — Per colpa tua non ho più amici, e ora vuoi anche farmi arrestare?!
— Se sarà necessario — sì, — disse Léa. — E a ragione.
— Come osi parlare così di tuo marito…
— Del mio ex marito, — lo corresse lei, mostrando il dito senza fede. — E ora esci. Sto lavorando.
*
A quel punto intervenne la direttrice, madame Hélène Béranger:
— Lasci immediatamente questo ufficio! O chiamo la sicurezza!
— Hai sentito? — Léa indicò la porta. — Fuori.
— Non me ne vado finché non ti spiegherai! — Fece un passo verso di lei. — Ne ho abbastanza delle stupidaggini che racconti su di me!
— Mio Dio… — Léa chiuse gli occhi. — Laurent, scompari dalla mia vita.
— Léa Martin! — tuonò la direttrice. — Subito!
Laurent uscì sbattendo la porta.
Léa crollò sulla sedia, nascondendo il viso tra le mani.
— Quando finirà tutto questo… non ce la faccio più…
— Ragazze, — disse Béranger, — tanto prima di pranzo non lavoreremo comunque. Léa, racconta. Che cos’era questo teatrino?
*
Léa inspirò profondamente e iniziò.
L’inizio era stato perfetto.
Laurent — tenero, delicato, attento.
I suoi genitori l’avevano adorato, gli amici lo ammiravano, e lui era raggiante quando aveva saputo della gravidanza.
Ma poi…
Prima una lieve autorità.
Poi il controllo.
Poi le urla.
Poi l’umiliazione.
Finché un giorno non tornò a casa con un enorme vecchio libro di cucina.
— Da oggi cucini solo con queste ricette! — annunciò. — Anno 1961! Una rarità! Capisci?
— Laurent, cucino già molto bene…
— Molto bene?! — rise sprezzante. — Il tuo “molto bene” mi farà venire un’ulcera! Io sono il capofamiglia!
*
Léa sentì qualcosa spezzarsi dentro di sé.
— Laurent… stai un po’ esagerando…
Lui si avvicinò, sollevando il pesante volume sopra la testa.
— Ripetilo.
Che.
Cosa.
Hai.
Detto?
Lei indietreggiò e urtò contro il tavolo.
Laurent avanzò, le dita serrate sul libro, bianche dalla tensione.
E all’improvviso —
LE PORTE DELL’UFFICIO SI APRIRONO BRUSCAMENTE.
Sulla soglia c’era un uomo.
Alto.
Dallo sguardo freddo, d’acciaio.
*
— Laurent, — disse tranquillamente, — allontanati da lei.
Léa impallidì.
Laurent ringhiò tra i denti:
— Che ci fai qui?..
L’uomo fece un passo avanti.
E Léa udì la frase che le mozzò il respiro:
— Se non abbassi subito quella mano… lo farò io al posto tuo.
L’uomo fece un altro passo.
L’aria si fece pesante.
Léa conosceva quella voce.
— Marc? — sussurrò.
*
Laurent rise sarcastico:
— Perfetto! Il salvatore è arrivato!
Marc non rispose.
La sua calma era più pericolosa di un grido.
— Allontanati, — ripeté.
— Sparisci! — urlò Laurent sollevando il libro come per lanciarlo contro Léa.
Fu un errore.
Marc gli afferrò il polso, lo torse così rapidamente che Laurent emise un urlo.
Il libro cadde a terra.
*
— Che cosa stai facendo… — gemette Laurent.
— Quello che si sarebbe dovuto fare da tempo, — rispose Marc spingendolo via.
Laurent arretrò, ma ribolliva di rabbia.
— Te ne pentirai! — sibilò a Léa. — Porterò via Antoine! Mi senti?! Te lo porterò via!
Marc lo fissò con uno sguardo gelido:
— Prova soltanto. Un’altra mossa del genere — e accompagno personalmente Léa a sporgere denuncia. La polizia sarà felicissima.
Laurent impallidì.
— Tornerò…
— Non te lo consiglio, — disse Marc.
Quando la porta si chiuse, Léa crollò su una sedia.
Tutta la tensione lasciò il suo corpo — e iniziò a tremare.
*
— Léa… — disse Marc piano.
— Non ce la faccio più… — mormorò lei. — Sta distruggendo tutto. Me. Antoine. Ogni giorno…
Marc tirò fuori dalla tasca un foglio piegato.
— Sono passato allo sportello legale — disse. — Sai… per ogni evenienza.
Léa guardò.
« Richiesta di ordine restrittivo — bozza ».
Gli occhi le si riempirono di lacrime.
— Marc… non dovevi…
— Dovevo. Antoine ha bisogno di una madre serena.
E io…
— il suo sguardo la sfiorò —
…non ti sono mai stato indifferente.
*
Léa chiuse gli occhi, sentendo una libertà che non provava da anni.
— Lo firmerò, — disse. — Sono stanca di vivere nella paura.
Marc annuì.
— Andiamo in commissariato.
Mentre si avviavano verso l’uscita, Léa si fermò.
— Marc?
— Sì?
— Grazie per essere venuto.
Lui sorrise appena.
— Verrei in qualsiasi momento. Bastava chiamarmi.
*
E Léa sentì, per la prima volta dopo molto tempo:
Non è più sola.
E non permetterà mai più a nessuno di alzare la mano su di lei —
né con un libro,
né con un urlo,
né con la paura.