— Di nuovo tuo fratello che chiede soldi? Non ha nemmeno restituito il vecchio debito! — sbottò Elena.
— Duecentomila?! — la voce di Elena tremò, gli occhi si spalancarono per la rabbia. — Marco, ma ti senti? È quasi metà dei nostri risparmi!
Marco tamburellava nervosamente le dita sul bordo del tavolo. Il sabato mattina, che doveva iniziare in modo tranquillo — caffè, silenzio, qualche programma per la giornata — in pochi secondi si trasformò in un vero campo di battaglia.
— Elena, cerca di capire… — esitò lui. — È un progetto serio. Un negozio di accessori. Ha già trovato il locale, ha contatti con i fornitori.
— Come l’ultima volta? — Elena incrociò bruscamente le braccia. — E quella prima ancora? Vuoi che ti ricordi com’è finito il suo negozio online di gadget? E il laboratorio di riparazione di orologi?
In cucina calò un silenzio pesante. In sette anni di matrimonio Elena aveva imparato fin troppo bene a conoscere quella debolezza di Marco: la sua eccessiva indulgenza verso il fratello minore. Marco trovava sempre una giustificazione per Luca, anche quando era evidente che stesse semplicemente approfittando della sua bontà.
— Luca ci prova, — disse infine Marco distogliendo lo sguardo. — È solo sfortunato.
— Sfortunato?! — Elena sorrise amaramente. — In tre anni ci ha chiesto quasi mezzo milione. Soldi che avremmo potuto usare per la casa, per le vacanze, per il nostro futuro!
*
— Lo so, ma…
— No, non lo sai! — Elena si avvicinò al calendario dove, in rosso, era cerchiata la data della prossima rata del mutuo. — Abbiamo risparmiato sei anni per l’anticipo. E tuo fratello arriva e prende i soldi come se fossimo il suo bancomat personale!
Marco sospirò e si passò una mano sulla fronte. Quel gesto Elena lo conosceva bene: era stretto tra due fuochi. Si ammorbidì e gli posò una mano sulla spalla.
— Non sono contraria ad aiutare la famiglia. Ma che almeno una volta restituisca il vecchio debito prima di chiederne uno nuovo.
— Hai ragione, — annuì Marco. — Parlerò con lui. Te lo prometto.
Elena scosse soltanto la testa. Quelle promesse le aveva già sentite troppe volte.
Eppure qualcosa le diceva che, questa volta, sarebbe stato diverso.
E non sapeva se fosse una buona o una cattiva cosa.
Elena Rossi aveva sempre avuto una mente pratica e analitica. Nell’azienda in cui lavorava come analista finanziaria, era apprezzata proprio per la capacità di vedere la realtà senza illusioni. Per questo, qualche giorno dopo, controllando l’estratto conto bancario, non si sorprese.
Un bonifico.
Centomila.
— Marco Rossi, — disse lentamente quando il marito rientrò dal lavoro. Usare il nome completo non era mai un buon segno. — Vuoi spiegarmi qualcosa?
Marco si fermò sulla soglia della cucina. Capì subito di cosa si trattava.
— Elena, posso spiegare tutto…
*
— Davvero? — girò il portatile verso di lui. — Allora spiegami perché hai trasferito centomila euro a tuo fratello alle mie spalle.
— Non volevo farti arrabbiare, — Marco si sedette cautamente al tavolo. — Era solo metà della somma che aveva chiesto.
— Che generosità, — Elena chiuse di scatto il computer. — Guadagniamo insieme questi soldi. Paghiamo insieme il mutuo. E tu non hai il diritto di decidere da solo.
— È mio fratello… — disse piano Marco. — Ha chiamato di notte. Diceva che avrebbe perso il locale.
— E gli hai creduto di nuovo? — Elena si avvicinò alla finestra. — Quattrocentocinquantamila in tre anni. Ora siamo già a cinquecentocinquantamila. Dimmi la verità: ha restituito almeno un euro?
Marco rimase in silenzio.
Il giorno dopo Elena fissò un incontro con Luca da sola. Senza Marco.
In un bar affollato dispose con calma i documenti davanti a lui.
— Tutti i bonifici. Tutte le cifre. Il debito totale è di cinquecentocinquantamila. Voglio sapere quando pensi di restituirli.
— Sai che gli affari sono instabili, — sorrise Luca con ironia.
— Lo so, — annuì Elena. — Per questo, da ora in poi, sarà tutto chiaro. Non un euro in più. E questo debito lo restituirai seguendo questo piano.
Il sorriso gli scomparve dal volto.
— Mi stai minacciando?
*
— No. Sto semplicemente chiudendo la porta.
La sera Marco si aspettava una scenata. Invece Elena era sorprendentemente calma.
— Ho parlato con tuo fratello. La decisione è presa.
— Senza di me? — chiese lui con voce roca.
— Proprio come hai fatto tu, — rispose lei. — Senza di me, quando hai fatto il bonifico.
Marco rimase in silenzio a lungo. Poi, per la prima volta, disse:
— Hai ragione.
Un mese dopo Luca smise di chiamare. Poi trovò un lavoro. Restituiva i soldi lentamente, con fatica, ma aveva iniziato.
E nella loro casa tornò il silenzio.
Niente più bonifici segreti.
Niente più problemi altrui sulle loro spalle.
A volte, per salvare una famiglia, bisogna smettere di salvare chi si rifiuta di crescere.