Lo sposo rimase paralizzato: la sposa, furiosa, spingeva la faccia della suocera nella torta, mentre gli invitati la incoraggiavano con entusiasmo.

Adelina stava davanti allo specchio della camera d’albergo, sistemando le pieghe del suo abito da sposa, mentre sentiva quella vecchia ansia stringerle di nuovo la gola. L’abito era impeccabile: seta pregiata, pizzo delicato, piccoli volant. Era costato molto, ma Adelina era sicura della sua scelta… finché non aveva ascoltato l’opinione della futura suocera.

— Volgare, — aveva sentenziato Margherita una settimana prima, guardandola dalla testa ai piedi come se stesse valutando della merce di bassa qualità. — E senza gusto. Cosa puoi aspettarti… da una provinciale?

*

In quell’istante, Adelina aveva sentito le guance bruciare di vergogna e rabbia. Ma era rimasta in silenzio. Come sempre.

Ora, nel giorno del suo matrimonio, vestita di bianco, la stessa domanda le attraversò di nuovo la mente:
«E se davvero ci fosse qualcosa che non va nell’abito?»
Ma no: le stava meravigliosamente.

— Ada, sei pronta? — si sentì la voce di Luca dietro la porta.
— Arrivo, — rispose lei.

La cerimonia civile fu rapida. Margherita sedeva in prima fila, a braccia conserte, osservando tutto con indifferenza, come se quel matrimonio non la riguardasse. Quando gli sposi si baciarono, lei iniziò ostentatamente a guardarsi le unghie.

La sera, al ristorante, iniziò il peggio.

*

Margherita prese il microfono.
— Cari invitati! — annunciò con una voce dolce ma velenosa. — Vorrei dire qualche parola sulla nostra sposa…

Adelina si irrigidì. Luca, accanto a lei, mostrava un sorriso teso, senza intervenire.

— Certo, è ancora giovane… deve imparare molte cose — continuò la suocera. — Le ragazze di oggi pensano che la carriera possa sostituire una buona educazione. E la nostra sposa… beh, la vedete.

Gli invitati si mossero a disagio. Alcuni abbassarono lo sguardo.

— E l’abito… — aggiunse assaporando ogni sillaba. — Guardatelo! Questi volant… questi ornamenti… cos’è? Un matrimonio o un carnevale?

Poi, senza chiedere permesso, si avvicinò ad Adelina e, con le dita ancora appiccicose di antipasti, cominciò a manipolare la gonna di seta bianca.

— Tessuto economico! Scollo troppo profondo! Ma dove guarda mio figlio?

*

Adelina sentì il pavimento scomparire sotto i suoi piedi. Centinaia di occhi puntati su di lei. Luca in silenzio. I suoi genitori sconvolti.

Allora, dentro di lei, qualcosa cedette.

Si alzò di scatto, afferrò Margherita per le spalle e, sotto un coro di sussulti, le affondò il viso nella torta nuziale a tre piani.

La crema, la salsa ai frutti rossi e i pezzi di cioccolato scivolarono sul volto della suocera. Il microfono cadde sul pavimento con un tonfo sordo.

L’intera sala rimase immobile.

Adelina raccolse il microfono, lo riaccese e disse con calma:
— Cari invitati…

…Nella sala regnava un silenzio insopportabile.

Adelina, con il microfono in mano, parlò con voce ferma:
— Cari invitati… so che molti di voi sono scioccati. Ma ditemi: cosa fareste voi se vi avessero umiliati per anni?

*

Margherita, con il viso ricoperto di crema, rimaneva immobile, muta.

Luca si alzò:
— Ada… ti prego… basta… parliamone…

— Luca, — lei lo guardò negli occhi — tu hai sentito tutto. Ogni commento, ogni umiliazione. E mai — neanche una volta — hai preso le mie difese.

Lui abbassò la testa.

Il padre di Adelina si alzò, si avvicinò e posò una mano sicura sulla sua spalla:
— Se vuoi andare via, veniamo via con te.

Alcuni invitati applaudirono. Altri si scambiarono sguardi imbarazzati.

Sua madre disse con voce bassa ma decisa:
— Non sei sola.

*

Adelina inspirò profondamente.

— Luca… — disse con sincerità. — Io non ho bisogno di un matrimonio. Ho bisogno di una famiglia. Di un compagno. Non di una guerra continua con tua madre… e con il tuo silenzio.

— Ti amo… — sussurrò lui.

— Amare non significa tacere, — rispose lei.

Margherita strillò:
— Non hai il diritto di distruggere la famiglia!

Adelina si voltò verso di lei con una calma sorprendente:
— Non sto distruggendo niente. Sto solo uscendo da qualcosa che era già distrutto.

Si tolse il velo, lo posò delicatamente sul tavolo e disse:
— Scelgo me stessa.

*

Si diresse verso l’uscita.
I suoi genitori camminavano al suo fianco. La sua amica Clara dietro di loro. Anche alcuni invitati li seguirono.

Luca rimase seduto al tavolo, lo sguardo vuoto fisso nel punto in cui, pochi istanti prima, c’era la sua sposa.

Fuori, Adelina si fermò. L’aria fresca della notte le accarezzò la pelle. E, per la prima volta dopo anni, respirò profondamente. Libera.

— Questo non è una fine, — mormorò. — È un inizio.

E fece il primo passo verso la sua nuova vita.