« Mamma ha detto che non vivrai più sulle mie spalle! » dichiarò con orgoglio il marito che da un anno e mezzo viveva a mie spese

La signora Margot Dupont si presentò un sabato mattina — senza preavviso, con tre borse e l’aria di chi è convinto di essere venuto a salvare la situazione. Claire aprì la porta dopo un turno di notte: occhi arrossati dalla stanchezza, capelli scompigliati, a malapena in piedi. La suocera la osservò con uno sguardo freddo e giudicante.

— Sei ancora a letto? Sono già le dieci, disse entrando. — Thomas, tesoro, sono arrivata!

*

Thomas uscì dalla stanza con una maglietta stropicciata e pantaloni della tuta. Da un anno e mezzo passava le giornate sul divano, scorrendo annunci di lavoro e sospirando che non c’era nulla di adeguato. Ma alla vista della madre si raddrizzò subito.
Claire lo notò all’istante — e sentì una fitta dentro.

— Mamma, perché così presto? disse trascinando le parole, visibilmente soddisfatto.

Era felice del suo arrivo. Molto felice.

Margot Dupont entrò in cucina, sistemò salumi, formaggio e panini sul tavolo. Aprì il frigorifero e fece una smorfia.

— Claire, che disordine. Un uomo dovrebbe tornare in una casa pulita, non in una cosa del genere…

Claire non rispose. Stava alla finestra stringendo una tazza di caffè ormai freddo. La sera prima aveva pulito fino a tardi, poi era corsa al turno di notte. E ora di nuovo rimproveri.

*

— Mamma, ho deciso una cosa, disse Thomas sedendosi e addentando un panino. — Claire si è rilassata troppo. Siccome guadagna, pensa di poter comandare. Ieri mi ha ordinato di cucinare il borsch. Ti rendi conto?

Margot Dupont alzò le mani.

— Thomas, sei tu il padrone di casa! Come puoi sopportarlo?

Claire posò la tazza sul davanzale e si voltò.

— Thomas, vuoi che ti ricordi chi paga questo appartamento da un anno e mezzo? Le bollette? La tua macchina?

Non batté ciglio. Anzi, si raddrizzò ancora di più.

Mamma ha detto che non vivrai più a mie spese! sbottò con orgoglio. — Basta umiliarmi con i tuoi soldi!

*

Claire rimase immobile.
Poi sorrise lentamente.

— A tue spese?.. chiese piano. — Sei serio?

In quel momento Thomas spinse indietro la sedia, si alzò e fece un passo verso di lei.

Claire non indietreggiò. Non urlò. Lo guardò semplicemente — come se vedesse finalmente un uomo adulto e non qualcuno che aveva sostenuto per anni.

— Va bene, disse dopo una breve pausa. — Parliamone.

— Ecco! intervenne Margot Dupont. — Di nuovo soldi, conti, accuse.

— Esatto, rispose calma Claire. — Perché qui non si tratta di orgoglio, ma di fatti.

Posò una cartellina sul tavolo.

— Il contratto d’affitto è a mio nome. Tutte le spese le pago io. Il cibo anche. L’assicurazione dell’auto pure. Da un anno e mezzo.

*

Thomas impallidì.

— L’hai preparato apposta?

— No, scosse la testa. — Sono solo stanca di fingere che vada tutto bene.

Margot Dupont serrò le labbra.

— Una donna dovrebbe sostenere il marito, non umiliarlo con i numeri!

— L’ho sostenuto, disse Claire piano. — Mentre lui stava sul divano aspettando che la vita si sistemasse da sola.

Tirò fuori le chiavi e le posò accanto alla cartellina.

— Le chiavi della macchina. Da oggi paghi tutto tu.

— Non puoi farlo! urlò Thomas. — Mamma!

— Posso, rispose calma. — Perché è la mia vita e sono i miei soldi.

Lo guardò negli occhi.

— Hai due ore per fare le valigie. Puoi andare da tua madre.

— Te ne pentirai, sibilò. — Pensi che senza di me starai meglio?

*

Claire sorrise per la prima volta.

— Meglio che essere il portafoglio di un uomo adulto? Decisamente sì.

Dopo due ore la porta si chiuse. Thomas se ne andò con Margot Dupont — senza trionfo, senza sicurezza.

Claire rimase sola. L’appartamento era silenzioso.

Si versò un caffè fresco e lo bevve caldo.
Senza rimproveri.
Senza ordini чужих.

E per la prima volta da tempo sentì la calma — perché quel sabato non era la fine di una famiglia, ma l’inizio della sua vita.